Daniele Imperi

Daniele Imperi

Copywriter e Blogger
Web Marketing

9 tipi di contenuti che aumentano il costo di interazione

Quando navighiamo in un sito, per trovare lʼinformazione che cerchiamo dobbiamo eseguire una serie di operazioni, che aumentano nel caso di una registrazione o un acquisto online.

Pubblicato il 05/01/2016

Il costo di interazione è la somma degli sforzi – mentali e fisici – che gli utenti devono impiegare interagendo con un sito per raggiungere i propri obiettivi.


Questa è la definizione di costo di interazione nel blog del Nielsen Norman Group, voce autorevole su tutto ciò che riguarda lʼesperienza dellʼutente in rete. Come spiegato nellʼarticolo, un costo pari a zero è difficilmente raggiungibile: quando navighiamo in un sito, per trovare lʼinformazione che cerchiamo dobbiamo eseguire una serie di operazioni, che aumentano nel caso di una registrazione o un acquisto online.

Chi non ricorda le diaboliche intro in flash? Qualcuna forse sopravvive ancora. Era davvero necessario far attendere i visitatori per un minuto o due per vedere un inutile filmato in flash? Ma anche nel web sono entrate le mode e le intro furono una moda, ora tramontata.

Usare o no contenuti che aumentano il costo di interazione? Nellʼarticolo su citato viene mostrata unʼequazione da tenere a mente: utilità = benefici - costo di interazione.

 

1 – Accordion e toggle

  1. Accordion: in inglese significa “fisarmonica”. Si tratta di contenuti espandibili, situati uno sotto lʼaltro. Lʼutente dovrà cliccare su ognuna delle sezioni per leggerne il contenuto. È utile per creare la sezione delle FAQ, specialmente se ci sono tante domande da inserire: in questo modo si risparmia spazio e la pagina non diventa lunghissima. Un esempio del suo funzionamento è fornito dal sito jQueryui.
  2. Toggle: funziona con lo stesso principio, ma è un contenuto singolo e non una serie di contenuti a fisarmonica.

 

2 – Tab

Mentre accordion e toggle sono contenuti disposti in verticale, i tab sono invece disposti in orizzontale. Sono unʼunica area di contenuti con vari pannelli. Ogni pannello mostra un titolo e al suo interno il contenuto.

Cliccando sul titolo di un altro pannello, verrà nascosto quello già aperto per mostrare il nuovo. Un esempio del suo funzionamento è visibile ancora nel sito jQueryui.

Possiamo comunque vedere i tab in azione su Ebay: la descrizione dellʼoggetto in vendita è in un pannello, le informazioni su spedizioni e pagamenti in un altro.

 

3 – Podcast e video

Contenuti multimediali che trovano sempre più impiego nei blog. Il costo di interazione è minimo in tutti e due i casi: un pulsante fa partire lʼaudio o il filmato.

 

4 – Video pubblicitari che coprono il contenuto

In questo caso per lʼutente il costo di interazione è inutile, perché il video è solo a vantaggio del sito. In alcuni siti il filmato situato nella barra laterale aumenta di dimensioni quando lʼutente entra nella pagina, oscurando parte del contenuto e obbligando il visitatore a visionarlo o chiuderlo.

 

5 – Annunci pubblicitari dentro il testo

Si mimetizzano con i contenuti testuali e in un certo senso ingannano lʼutente. Si tratta di annunci Google, del programma Adsense, che possono essere inseriti anche in mezzo alla pagina, confondendosi con il testo.

 

6 – Pagine pubblicitarie per leggere il contenuto

Durano alcuni secondi e si attivano appena lʼutente entra nella pagina. Possono essere tuttavia chiuse con un click, se non si vuol leggere il messaggio pubblicitario.

 

7 – Pop up invasive

Per racimolare iscritti alla newsletter o fan su Facebook. In alcuni casi appaiono quando si entra nel sito, in altri sono impostate per comparire dopo alcuni secondi, durante la lettura del post.

È un altro esempio di costo di interazione a totale svantaggio dellʼutente, che distrae dalla lettura dei contenuti e lo sollecita a effettuare unʼiscrizione.

 

8 – Paga con un tweet

Ebook gratuiti – o altre risorse – disponibili soltanto dopo aver condiviso su Twitter – o su altri social – il post di segnalazione. Il “paga con un tweet” è un cosiddetto social locker, usato per ottenere condivisioni.

In un post nel blog di Pennamontata, Valentina Falcinelli ha spiegato in modo approfondito i pro e i contro dei social locker.

Il succo del discorso è: se devi regalare una risorsa, lʼutente non deve pagare nulla. Le condivisioni, soprattutto, sono e devono restare spontanee.

 

9 – Lʼinformativa della cookie law

Ultimo ma forse peggiore di tutti è il banner che la legge impone di esporre in ogni sito che faccia uso di cookie – ossia tutti, in pratica. Come ha precisato qualcuno, sarebbe stato più logico obbligare una manciata di browser a informare gli utenti dei cookie, piuttosto che creare confusione e ritrovarsi a chiudere quel banner sullʼinformativa ogni volta che si entra in un sito.

Nel sito del Garante è specificato che i contenuti devono essere oscurati dal banner, e resi visibili soltanto dopo aver letto lʼinformativa e dato il consenso allʼinstallazione dei cookie.

Fra tutti i tipi di contenuti che abbiamo segnalato soltanto accordion, toggle, tab, podcast e video valgono il costo di interazione, prima di tutto perché è minimo, ma soprattutto perché lʼutente ne avrà benefici, soddisfacendo in pieno lʼequazione mostrata a inizio post.

Negli altri casi il costo dellʼinterazione non porta a nulla, ma crea soltanto distrazione nellʼutente finale.

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