Donatella Valzer

Donatella Valzer

Co-Founder
Interviste

L'intervista a Francesco Giorgio Fiore

CEO e co-fondatore, insieme a Luigi Sciolti, di UpVision, una delle società di consulenza marketing per e-commerce migliori in Italia.

Pubblicato il 25/07/2017

Francesco Giorgio Fiore è CEO e co-fondatore, insieme a Luigi Sciolti, di UpVision, una delle società di consulenza marketing per e-commerce migliori in Italia.

Motociclista e velista appassionato, autore del libro E-Commerce Manager (Dario Flaccovio Editore) e, soprattutto, persona splendida (e lo dico non solo perché mi deve un giro in barca del Salento, sia chiaro!)

 

Nell’introduzione del tuo libro affermi “l’e-commerce non funziona da solo, non funziona stando comodamente seduti in poltrona”. Come funziona, allora, l’e-commerce?

La percezione che si ha all’esterno del commercio elettronico è di qualcosa di semplice da gestire, che richiede poco lavoro.
Questa percezione, purtroppo, fa prendere troppo alla leggera l’avvio di un progetto e può portare a conseguenze anche negative.
Se a questo aggiungiamo che, nella maggior parte dei casi, vengono attivati canali pubblicitari a casaccio, senza una strategia a monte di posizionamento di brand, come consulenti ci troviamo spesso di fronte a situazioni disastrose che difficilmente possono essere recuperate.
Quando invece si pianifica correttamente l’avvio di una nuova idea imprenditoriale (e tale deve essere considerato un progetto e-commerce), i rischi vengono ridotti al minimo e si è pronti ad affrontare le situazioni più disparate.

 

Anni fa affermavo come fosse impossibile realizzare un e-commerce con gli spicci di resto del cappuccino mattutino. Secondo la tua esperienza decennale, quale deve essere, orientativamente un budget affinché un progetto di vendita online possa funzionare?

La tua affermazione era vera anni fa, oggi lo è più che mai. Di sicuro non esiste un budget standard, in quanto variabile da settore a settore. Ci sono bravi imprenditori che hanno saputo avviare l'attività con pochi spiccioli ed hanno reinvestito di continuo, posizionandosi bene sul mercato e creando aziende di tutto rispetto nel corso di anni, mentre altri, con budget più consistenti, hanno registrato crescite più rapide.
Per me il problema oggi non è il budget (perché lo puoi creare, ad esempio, iniziando a lavorare sui markeplace), ma come lo stesso viene reinvestito per far crescere l’azienda.
Per dare comunque una risposta alla tua domanda, per attivare un proprio canale di distribuzione (sito + budget pubblicitario) un punto di partenza oggi potrebbero essere 15k.

 

Oggi, per quale motivo un’azienda dovrebbe realizzare un e-commerce in prima persona e non affidarsi al market-share di Amazon o vendere direttamente su Ebay?

Personalmente sono per utilizzo dei marketplace come canali di distribuzione, oggi starne fuori significa soltanto perdere fette di fatturato che sono utilissime per tante ragioni. Di sicuro, però, non conviene lavorare solo con i marketplace, sviluppare fatturato solo da pochi canali di distribuzione è pericoloso: non è una solida base e non ci da modo di posizionare il nostro sito sul mercato come brand, rischiando di rimanere dopo anni di lavoro, con un pugno di mosche.
Per questo motivo le aziende dovrebbe sempre avere il loro canale di distribuzione.

 

Quali, secondo la tua esperienza, sono gli errori in cui, chi fa e-commerce in Italia, incorre più spesso?

Partono sempre dalla parte finale del progetto, dal sito. Non studiano chi è il loro cliente, come intercettarlo, come differenziarsi, etc. Altro grave errore è non trasmettere il valore del proprio prodotto, scadendo nella battaglia del prezzo.

 

Supponi che tu possa seguire un solo ed unico progetto sul web. Quale settore sceglieresti e perché?

In un mio progetto ho puntato direttamente su un prodotto che generasse uno scontrino medio altissimo, in modo tale da poter gestire tranquillamente le spese pubblicitarie di posizionamento di marchio. Del resto non ho grandi preferenze, i settori sono tutti in crescita, come lo è anche la concorrenza e l’importante è seguire un metodo creando brand di valore.

 

Grazie mille Francesco di aver dedicato un po’ del tuo tempo a questa chiacchierata. Alla prossima birra!

Grazie mille a te per l’intervista.
Per chi volesse saperne di più su di me può visitare il mio sito www.fgfiore.it.

 

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