L'intervista a Matteo Moras

Pubblicato il 30 Marzo 2019 | autore Massimiliano Carnevale

Matteo Moras,in arte Mattley, è un Maker ed un artigiano digitale nonché fondatore dell’unico canale YouTube Italiano di artigianato digitale tra i più famosi nel campo del fai-da-te.

Gestisce da alcuni anni, in effetti, un canale youtube dove mostra le sue creazioni fai-da-te ed in particolare quelle realizzate con strumenti all’avanguardia come le stampanti 3D, le macchine a controllo numerico CNC e taglio laser ed allo stesso tempo studia e mette in pratica – meravigliosamente oserei dire – tecniche di web marketing e di strategia editoriale.


Ciao Matteo, grazie di dedicarci un po’ del tuo tempo. Inizio con una domanda che non ti avranno mai fatto: quando hai iniziato a pubblicare video su Youtube e – soprattutto – perché?

Sono ormai passati quasi 5 anni da quando ho pubblicato il mio primo video su YouTube e stranamente da quel che si immagina, non l’ho pubblicato con l’intento di avere un futuro seguito sulla piattaforma, ma lo avevo realizzato per arricchire un articolo che avevo appena scritto per il mio neonato blog.
Avevo infatti acquisto in precedenza, diverse conoscenze in merito alla pubblicazione, gestione e monetizzazione di blog.
Così dopo aver gestito diversi blog con tematiche che non mi appartenevano, ho deciso di aprire il mio blog.
Da quel primo articolo sul fai da te ho deciso di abbinare un video e così ho cominciato.
Ammetto che però l’ho fatto anche per sfogo e sfida.
Sfogo perché ho una telecamera tra le mani da quando avevo 9 anni.
Sono molto appassionato all’editing video e questo mi ha avvantaggiato.
È stata però anche una sfida personale in quanto ero molto timido in passato e grazie al canale YouTube, ho superato questa mia barriera.

Qual è stata la molla che ti ha fatto dire: “mollo il mio lavoro e mi metto a fare il creatore di contenuti a tempo pieno”?

Ricordo che dopo un anno circa o poco più ho ricevuto la mia prima richiesta di collaborazione da parte di una azienda.
Questo fatto mi ha fatto aprire gli occhi. Non per le opportunità che avrei potuto avere, ma per il potenziale che ero riuscito a creare.
Già da tempo stavo cercando di capire se questo canale YouTube sarebbe riuscito a darmi almeno un piccolo ritorno economico (anche in base alle spese che stavo sostenendo per portarlo avanti).
Dopo un anno ho cominciato a mettere le basi per un possibile auto sostentamento del canale e nel giro di qualche mese avevo tutti i segnali favorevoli per fare il grande salto.

Senza scendere nei dettagli – ovviamente – ma di cosa vive, in pratica, uno youtuber come te?

So che mi si conosce perché pubblico ogni sabato un video nel mio canale YouTube, ma mi permetto di correggerti un dettaglio nella domanda.
Non sono uno youtuber ma un imprenditore e creatore di contenuti.
Lo youtuber classico si limita a creare video cercando, quando può, di inserire in un qualche modo contenuti sponsorizzati.
Nel mio caso di priorità al contenuto e al modo migliore in cui esporlo.
In questo modo riesco a rimanere in linea con la tematica del mio canale YouTube ed ovviamente questa scelta viene premiata dal pubblico che mi segue.
Un canale YouTube che pubblica video settimanalmente in cui non c’è una semplice partita con un videogame, ma la creazione di un manufatto, ha un costo e non può sostenersi con la sola monetizzazione di YouTube.
Per questo ho creato dei miei prodotti in linea con le tematiche del canale e a supporto del pubblico che mi segue.

Molte aziende del settore in cui operi guardano con sospetto il Web e, quelle poche che vi si affacciano tendono ad affidare la propria immagine a improvvisati, siano essi esperti di comunicazione o fornitori di contenuti. Quant’è complicato – per te – il rapporto con tali aziende e quali sono gli scogli più difficili da superare nelle collaborazioni con quest’ultime?

Fin da subito mi ero convinto che non avrei dovuto dipendere dalle collaborazioni con le aziende. Questa scelta mi ha fatto rinunciare a molte collaborazioni e quindi anche entrate economiche ma non mi pento della scelta fatto.
Ad oggi porto avanti poche e selezionate collaborazioni.
Questo perché devo conoscere e metterci la faccia in quei prodotti che promuovo. Inoltre non venderei la sincerità verso il mio pubblico per nessuna cifra al mondo.
Selezionando personalmente le aziende con cui collaborare tra le tante richieste settimanali che ricevo, non è per me complicato il rapporto con le aziende.
Inoltre, continuando a studiare molti argomenti legati alle strategie di comunicazione, il mio servizio si amplia anche alla consulenza su quale sia la strategia più adatta da seguire, anche al di fuori del mio canale YouTube.

Parlando con te mi è piaciuto molto l’idea che tu hai nel programmare il tuo lavoro non giorno per giorno, come – diciamocelo – molti tuoi colleghi fanno ma ponendoti obiettivi per il corto, il medio ed il lungo periodo. Onestamente, come ti vedi tra 20 anni?

Tra 20 anni spero di aver dato vita alla mia piattaforma online in supporto agli artigiani digitali che ho in mente da diverso tempo. Oppure in alternativa avrò la mia agenzia di comunicazione specializzata nel settore del DIY.

Hai un ottimo rapporto con i tuoi utenti; c’è stato però qualcuno che ti ha fatto imbestialire/arrabbiare? E, più in generale, come gestisci gli utenti problematici, gli haters o semplicemente i rompiscatole?

Con gli utenti che seguono settimanalmente i miei video ho un rapporto di vera amicizia. Per questo motivo cerco di organizzare quanti più eventi possibili durante l’anno in modo da poterli incontrare e passare un po’ di tempo assieme. Si problemi con utenti in particolare non ne ho avuti se non da parte di persone che nutrivano semplice invidia in quel che avevo creato. Ammetto che all’inizio ci stavo male perché ho sempre dato priorità al rapporto con chi vede i miei video. Ma poi mi sono reso conto che non posso piacere a tutti. Soprattutto a quelli che non mi conoscono e magari mi giudicano in modo errato. Quindi mi tengo stretto gli amici che settimanalmente vedono i miei video e evito ogni discussione con chi cerca di polemizzare senza argomentare. L’ho definito il “metodo Gianni Morandi” e per ora funziona.

Grazie mille Matteo ed in bocca al lupo per i tuoi progetti!



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