L'intervista a Roberto Scano

Pubblicato il 11 Settembre 2017 | autore Massimiliano Carnevale

Roberto Scano si occupa di Web da quasi 20 anni, svolge attività di monitoraggio e supporto ad aziende e amministrazioni pubbliche in tema di digitalizzazione, collaborando con l'AgID in materia di standardizzazione e norme tecniche sui temi di accessibilità ICT e competenze digitali. È, inoltre, il presidente di IWA Italy, la maggiore associazione di professionisti del web, ha scritto 9 libri (di cui 5 è coautore), Premio AIP "Fibonacci" come miglior informatico del 2017.

Premiato per l'attività di normazione tecnica per la valorizzazione delle professionalità ICT nonché Premio UNI "P. Scolari" come normatore tecnico dell'anno 2015. Premiato "per l'impegno profuso a livello nazionale e internazionale nella qualificazione degli operatori professionali del settore ICT e la piena accessibilità delle sempre più pervasive tecnologie di informazione e comunicazione".

È relatore in numerosissimi eventi legati al Web ed è accanito utilizzatore di social.

Ciao Roberto. Mi son sempre chiesto come tu faccia a fare tutto quello che fai, spostandoti inoltre spessissimo, e trovare il tempo per mangiare, dormire e, addirittura, organizzare il tuo matrimonio. Hai sviluppato un metodo tuo, hai fatto un patto con il diavolo o cos'altro?

È un segreto custodito avidamente… non te lo dirò nemmeno sotto tortura! Battute a parte, ho sempre avuto la dote di riuscire a lavorare con tempi diversi da quelli "normali". Da qui il termine "scanovista" per quelli che lavorano tanto :D. La cosa importante è che sono riuscito a far convivere l'attività lavorativa con la passione per l'informatica… quindi per me lavorare non è qualcosa che mi costringe a svolgere attività ripetitive o comunque qualcosa contro voglia, ma ho la fortuna di poter scegliere i lavori che voglio seguire, in modo da seguirli con la passione che meritano.

Ti conosco da più di dieci anni, e già ti occupavi di standardizzazioni e normative del Web italiano (e non solo…). A che punto siamo arrivati?

Il mondo gira comunque anche senza norme… anche se le norme aiutano il mondo a girare meglio. In molti settori in cui sto operando o in cui stanno operando colleghi stiamo definendo regole per garantire a tutti di poter operare in un mercato libero, con medesimi vincoli. Mi occupo come sai di due temi: accessibilità informatica (quindi tutto ciò che consente a persone con disabilità o con difficoltà, permanenti o temporanee, di poter interagire con la tecnologia: dalla domotica ai siti Web) e competenze digitali (ovvero come catalogare le competenze di professionisti ICT, di dipendenti che usano ICT e dei manager che hanno il compito di guidare la transazione verso il digitale). In questi temi, siamo spesso i primi della classe in ambito di normazione mentre in ambito di applicazione siamo fanalino di coda. Questo perché è nell'indole italiana lavorare senza seguire le regole, perché il rispetto delle regole spesso non viene verificato da nessuno.

Moltissimi siti Web di comuni (nonché di altri enti pubblici) sono inaccessibili, per non dire brutti e completamente inusabili, nonostante la legge Stanca e le sanzioni previste. Ma davvero non esiste un modo per imporre uno standard qualitativo delle pagine web delle nostre Istituzioni?

Ci sta provando l'AgID che con il team digitale sta definendo linee guida, forum di supporto e sviluppo di codice per aiutare gli sviluppatori e i committenti ad utilizzare soluzioni testate, accessibili e usabili. Purtroppo il Web della PA ha sofferto molto del campanilismo digitale, dello sviluppo del sito fatto dal webbista improvvisato. Con l'evoluzione della PA digitale, dove il sito Web è di fatto una porta ai servizi tramite Web, il webbista improvvisato dovrà essere riqualificato oppure dovrà dedicarsi ai siti Web del salumaio e del lattaio (per i quali deve comunque garantire adeguati criteri di usabilità, sicurezza informatica, ecc.).

Come immagini l'evoluzione del Web, in particolare di quello italiano?

Potrei copiare il discorso fatto da Tim Berners-Lee all'ultimo evento a cui abbiamo partecipato assieme ma evito e dico la mia. Il Web è qualcosa di cui difficilmente possiamo comprendere l'evoluzione nei diversi settori, in quanto ciò che influenza l'evoluzione del Web è dovuto sia all'evoluzione tecnologica (hardware e periferiche, velocità di connessione, software), che all'evoluzione fatta dai grandi player. Pensiamo ad esempio come ebay prima e amazon poi hanno cambiato il modo di acquistare prodotti, come booking, expedia, trivago e altri hanno cambiato il modo di prenotare gli hotel, come skyscanner ha cambiato il modo di cercare i voli… Di come i social si sono evoluti passando da sistemi di pubblicazione e condivisione contenuti a veri e propri ambienti…

Fino a pochi anni fa l'home page degli utenti era quella dei motori di ricerca, oggi solitamente il primo accesso si fa ai sistemi di comunicazione social (facebook, whatsapp, ecc.).

Pertanto se mi chiedi una previsione, in particolare per il Web italiano azzardo la seguente: sempre più mobile, sempre più necessità di applicazioni Web e/o app per ottenere servizi si ogni genere.

Sarà necessario fare attività di formazione di massa, per garantire che la tecnologia non escluda chi non la usa.

Cosa farà Roberto Scano in futuro?

Lo chiedi ad uno che non sa nemmeno dove sarà domani mattina… ma che domande mi fai Massy!
Cosa farò in futuro? Continuerò a fare quello che faccio sempre, quello che non riesci a capire come riesco a farlo… forse ho trovato la formula magica per comprimere lo spazio tempo? Ora ti saluto a velocità Warp 2. Lunga vita e prosperità!

Grazie di cuore Roberto. È stato un piacere e un onore.

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Consulente di web marketing senza peli sulla lingua, formatore presso scuole e aziende e autore di libri. La sua vocazione è la consulenza etica.

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